A che punto è la ricerca farmacologica sul Coronavirus? Ne parliamo con lo Scarab Lab di Firenze

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Coronavirus ricerca

In questa particolare fase di emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Coronavirus, abbiamo deciso di approfondire in questo articolo la tematica della ricerca farmacologica e dei possibili campi di sviluppo in ambito tecnologico. Abbiamo intervistato a tal fine il Prof. Alfredo Vannacci e l’Ing. Roberto Bonaiuti, a capo del Laboratorio congiunto di ricerca Scarab Lab dell’Università di Firenze, con il quale abbiamo il piacere di collaborare in Partnership diretta.

Per iniziare, potete descrivere l’attività e gli obiettivi che si pone il Laboratorio congiunto?

Il Laboratorio Scarab Lab è il risultato delle molteplici attività tecnologiche, svolte da quasi 15 anni, all’interno dell’unità di ricerca diretta dal Prof. Alfredo Vannacci nel Dipartimento di Neurofarba.

Nel corso del 2016 abbiamo deciso di dare vita a una struttura di ricerca su tecnologie informatiche per il farmaco e la sanità che ha preso il nome di “Soluzioni Tecnologiche per la Farmacologia Clinica, la Farmacovigilanza e la Bioinformatica” (“Technological Solutions for Clinical Pharmacology, Pharmacovigilance and Bioinformatics”, SCARAB LAB).

L’attività del Laboratorio è dedicata a progetti di ricerca nazionali e internazionali in farmacologia, farmacovigilanza, farmacoepidemiologia e sanità, ambiti al momento al centro dell’interesse a seguito dell’emergenza Coronavirus.

L’obiettivo di Scarab Lab, per il raggiungimento del quale è nata inoltre la Partnership con Plansoft nel corso del 2018, è quello di unire la ricerca universitaria e le più avanzate tecnologie software, al fine di realizzare servizi e prodotti innovativi ed efficienti per la ricerca in campo medico.

Alfredo Vannacci

Prof. Alfredo Vannacci

Alfredo Vannacci, laurea in medicina e chirurgia con specializzazione in tossicologia e farmacologia, è professore associato in farmacologia presso l’Università degli Studi di Firenze. È inoltre responsabile universitario per il Centro di Farmacovigilanza della Regione Toscana, fondatore e vice-presidente di CiaoLapo ETS e responsabile scientifico dello Scarab Lab.

Roberto Bonaiuti

Ing. Roberto Bonaiuti

Roberto Bonaiuti, laurea in ingegneria elettronica e specializzato in Health Technology Assessment, si occupa dal 2008 di tecnologie informatiche per la sanità, la farmacologia, la farmacovigilanza e la farmacoepidemiologia all’interno del Dipartimento di Neurofarba dell’Università degli Studi di Firenze. È responsabile tecnico e project manager per lo Scarab Lab e ne coordina tutti gli aspetti tecnici e progettuali.

Passando al tema dell’intervista, a seguito dell’emergenza Coronavirus sono cambiate alcune prospettive e finalità delle vostre attività di ricerca?

Il nostro gruppo si occupa da molti anni di epidemiologia clinica applicata al mondo del farmaco (la cosiddetta FarmacoEpidemiologia) con particolare riferimento alla valutazione del profilo beneficio/rischio nell’uso di farmaci e vaccini e alla sorveglianza sulle reazioni avverse nella terapia e nella prevenzione (FarmacoVigilanza e VaccinoVigilanza).

L’emergenza COVID-19 ha sicuramente portato ad una intensificazione e a uno spostamento del focus di alcune nostre attività.

Alcune di esse, come ad esempio quella relativa al flusso dati relativo alle reazioni avverse ai farmaci, hanno visto aggiungersi, all’usuale carico lavorativo, tutti quei farmaci in sperimentazione per questa nuova infezione.

Oltre a questo siamo coinvolti come partner scientifici in diversi progetti che hanno tra i loro obiettivi la risoluzione di alcune delle criticità causate dal nuovo Coronavirus.

Abbiamo recentemente sottomesso per la valutazione in ambito europeo due progetti per lo studio della sicurezza di futuri vaccini per la COVID-19 e siamo coinvolti in due iniziative, una nazionale e una mondiale, che valutano il disagio e le problematiche psicologiche delle donne in gravidanza e nel post-parto durante questa emergenza.

Partecipiamo inoltre a una proposta di progetto europeo sull’analisi e sul contenimento delle fake news relative alla COVID-19 ma anche ai vaccini e all’informazione scientifica in generale.

State collaborando anche con altre realtà del settore?

Certamente, nella ricerca scientifica odierna, così come in quella tecnologica, non è possibile raggiungere quasi nessun risultato senza forti partnership.

Siamo in stretto contatto per aggiornamenti e collaboriamo strettamente sul Coronavirus con gli altri membri del Centro Regionale di Farmacovigilanza, con AIFA e con la Società Italiana di Farmacologia.

Anche a livello europeo stiamo lavorando su questa tematica con tutti i partner del progetto europeo sui vaccini antinfluenzali a cui lavoriamo dal 2017: questi includono enti di ricerca e università da molti paesi europei oltre a tutte le principali case farmaceutiche.

Attraverso l’altro laboratorio congiunto a cui partecipiamo, PEARL (Perinatal Research Laboratory) istituito tra l’Università degli Studi di Firenze e la Fondazione CiaoLapo ETS, stiamo lavorando insieme a partner europei, nord-americani e australiani sulla tematica della tutela della salute perinatale durante la pandemia COVID-19.

"Nella ricerca scientifica odierna, così come in quella tecnologica, non è possibile raggiungere quasi nessun risultato senza forti partnership"

Riguardo in particolare al tema dei vaccini per il Coronavirus, state partecipando a specifiche attività o progetti di ricerca?

La nostra unità non si occupa direttamente di sviluppo preclinico o clinico di farmaci o vaccini, ma certamente non appena saranno disponibili vaccini per il nuovo Coronavirus (speriamo per tutti il prima possibile) saremo coinvolti, sia come Unità di Farmacoepidemiologia, sia come Centro Regionale di Farmacovigilanza, in tutti gli aspetti di controllo della efficacia e della sicurezza di questi nuovi farmaci.

Attraverso i progetti di cui abbiamo già parlato, anche a livello europeo avremo un ruolo di analisi e controllo dei flussi dati relativi ai vaccini. Plansoft, come partner del laboratorio congiunto Scarab Lab, fornirà certamente supporto IT per tutti gli aspetti informatici nazionali e internazionali in cui saremo coinvolti.

Quali sono le tecnologie più promettenti per lo sviluppo futuro delle vostre ricerche?

Le tecnologie informatiche emergenti che riteniamo più promettenti per le nostre attività sono certamente la big data analytics e il machine learning, che hanno un ruolo sempre più importante nel raccogliere e analizzare da sempre più fonti le informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia dei farmaci e delle terapie in generale.

Tutto questo ovviamente si rivelerà prezioso anche nell’accrescere velocemente le conoscenze disponibili sulla COVID-19.

La capacità di gestire e analizzare in modo efficiente ed efficace grandi quantità di dati è fondamentale anche per gli aspetti di comunicazione riguardanti la scienza e la salute. Pensiamo in particolare alle fake news e alla cattiva informazione che spesso crea più danni delle malattie stesse, come ad esempio nel caso dei vaccini e del movimento no-vax.

Anche la gamification avrà a nostro parere un ruolo sempre crescente nella corretta educazione scientifica dei cittadini. Queste, come altre tecnologie informatiche, sono estremamente importanti nel mondo della ricerca scientifica e biomedica perché permetteranno di migliorare la salute dei pazienti e auspicabilmente di salvare molte vite.

Per queste ragioni siamo felici di avere nel laboratorio congiunto Scarab Lab un partner tecnico forte ed esperto in queste soluzioni come Plansoft.

Siamo sicuri che le tecnologie e l’entusiasmo dei ragazzi in Plansoft ci permetteranno di affrontare al meglio tutte le sfide scientifiche e di ricerca con cui dovremo confrontarci nei prossimi mesi ed anni, sfide rese ancora più competitive data l’emergenza internazionale che stiamo vivendo.

Partnership Scarab Lab – Plansoft.

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