dApp, Ethereum e Smart contract: intervista a Gian Marco Toso

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Ethereum e Smart contract

In occasione del webinar in diretta sul nostro canale YouTube di questa sera, abbiamo avuto il piacere di intervistare Gian Marco Toso, relatore dell’evento, sugli argomenti molto attuali riguardanti Blockchain, dApp, Ethereum e Smart Contract.

Ciao Gian Marco e piacere di conoscerti. In attesa di poter sentire il tuo intervento di oggi, puoi parlarci un po’ di te e del tuo percorso professionale?

Ciao! Sono Gian Marco, classe 1984, ed ho una Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica, che ho conseguito presso il Politecnico di Torino. Ho iniziato a fare il consulente libero professionista subito dopo essermi laureato, concentrandomi su tecnologie web dopo un breve periodo passato a lavorare su protocolli per reti wireless e moduli per il kernel Linux. Per un periodo sono anche stato ricercatore presso LINKS Foundation, dove ho avuto la possibilità di lavorare su diversi progetti europei.

Di cosa ti stai occupando al momento?

Oggi lavoro come ingegnere del software libero professionista e mi occupo di fornire consulenze sull’architettura e la struttura di applicazioni web e mobile, cosa che talvolta sfocia nell’ambito Blockchain/dApp; assieme a Davide Testa e Maurizio Fonte (ci firmiamo come Polarityb.it e abbiamo anche un sito, https://polarityb.it) sviluppo anche applicazioni web custom, principalmente gestionali aziendali ed e-commerce, ma seguiamo anche alcuni progetti legati al mondo app mobile. Tra le altre attività che svolgo ci sono anche quella di formazione professionale (ho tenuto corsi su ReactJS, NodeJS e Solidity) e di analisi d’impatto sulla protezione dei dati assieme all’avv. Marco Mittone dello studio PMLaw.

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Oggi il tuo intervento si concentrerà su Ethereum e Smart contract. Perché è importante parlarne e conoscere queste tecnologie? Quali i vantaggi per le aziende?

Sebbene le tecnologie in questione a mio avviso non siano ancora maturate ad un livello tale da permetterne l’uso mainstream, ritengo che la loro importanza non possa che crescere nei prossimi anni, così come è cresciuta recentemente. Si tratta di tecnologie che permettono la creazione di sistemi completamente distribuiti e decentralizzati, ed il loro potenziale fa sì che stiano venendo sperimentate per applicazioni legate, ad esempio, al mondo della supply chain da diverse entità, per citarne una la Commissione Europea.


Le aziende che si avvicinano a queste tecnologie lo fanno spesso per esplorare i possibili utilizzi in ambito di gamification, anticontraffazione e customer fidelization, oltre che l’ambito finance che è probabilmente ad oggi quello prevalente dato che ha una barriera di accesso decisamente più bassa rispetto a quella del banking tradizionale, sia per i clienti che per le aziende che offrono i vari servizi.


L’utilizzo di tecnologie blockchain offre grossi vantaggi per tutte quelle aziende che possono beneficiare di una maggiore trasparenza, offrendo ai loro clienti una maggiore tracciabilità rispetto alle operazioni che decidono di far persistere sulla blockchain, e certezza pressoché assoluta che quanto tracciato non sia stato manipolato né da terzi né dall’azienda stessa, essendo i dati distribuiti ed immutabili, e il loro controllo completamente decentralizzato – almeno per quanto riguarda le blockchain pubbliche.


Un’azienda che decide di esplorare queste tecnologie può sicuramente trarre beneficio dal fatto di essere tra i first movers, ma la cosa richiede anche un investimento importante in termini di risorse dal momento che servono competenze piuttosto specifiche e, essendo un settore non ancora del tutto maturo e quindi in continua evoluzione, una certa propensione al rischio ed al cambiamento.

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