Intervista su .NET Core a Cristian Civera, Microsoft MVP

Simone Masi Simone Masi

microsoft net core

In occasione dell’evento da noi organizzato il 10 giugno scorso presso Murate Idea Park a Firenze, abbiamo avuto il piacere di intervistare Cristian Civera, Microsoft VP e docente del corso, sia sulle soluzioni e servizi con ASP.NET Core che su altre tematiche di attuale interesse.

Ciao Cristian e piacere di conoscerti. In attesa di poter sentire il tuo intervento quest’oggi presso l’incubatore fiorentino Murate Idea Park, ci piacerebbe conoscerti meglio e sapere in maggior dettaglio di cosa ti occupi. Ti chiediamo quindi in primo luogo di parlarci di te.

Ciao a tutti. Mi chiamo Cristian Civera e ho 37 anni. Appassionato sin da giovanissimo al mondo IT, sono entrato nello stesso mondo da subito dopo la scuola quando ho cominciato a lavorare ed a sviluppare le mie competenze su web Windows. Da allora ho accresciuto le mie conoscenze e competenze in ambito Microsoft in diversi settori: automazione industriale, automazione casa, domotica, sistemi come Alexa e Google Casa, gestionali business, gestionali HR, computer vision, come per esempio il riconoscimento facciale.

Di cosa ti stai occupando al momento?

Oggi principalmente mi occupo per i miei clienti di sviluppo software custom e progettazione di prototipi architetturali. Svolgo anche attività come speaker a convegni e workshop così come docente per corsi sui temi che seguo. La mia attività di divulgazione comprende anche la scrittura. Ho infatti scritto libri sul mondo Microsoft (C#, NET Core, Azure) ma contribuisco anche con tips e post nella community www.aspitalia.com , che si caratterizza per la partecipazione di 65.000 membri. Proprio grazie alla mia attività gratuita di divulgazione sono divenuto Microsoft Azure MVP.

Oggi il tuo intervento si concentrerà su NET Core, .ASP Net e microservizi. Perché è importante parlare e conoscere queste tecnologie? Quali i vantaggi per le aziende?

Oggi il software è sempre più dominante nella nostra società, dal livello macro – industrie – a quello micro, aziende e flussi di lavoro. Questa maggiore pervasività richiede che i software siano sempre più affidabili, veloci e interattivi. Allo stesso tempo, il software deve rispondere efficacemente alle esigenze di distribuzione, update, fixing e richiesta di nuove versioni più ravvicinate. La pipeline di sviluppo è cambiata nel tempo, oggi si deve caratterizzare per maggiore affidabilità e velocità, per alta frequenza di nuove feature, per l’accesso ad ambienti test sicuri e per la possibilità di switch durante le fasi di produzione.

Plansoft

In questo contesto solo il cloud permette il raggiungimento degli obiettivi elencati rispondendo positivamente alle esigenze esposte. Grazie al lavoro in ambiente cloud Microsoft Azure, i vantaggi derivanti sono molto interessanti: dalla gestione al risparmio dei costi – perché riduco l’hardware ed il rischio associato di invecchiamento dello stesso e del software associato, dall’ottimizzazione della gestione in termini di massima flessibilità, rispetto ai tempi del processo produttivo, alla gestione del rischio di eventi inattesi così come alla riduzione di bug di prodotto e alla loro risoluzione rapida.

Lo sviluppo in cloud con Azure permette inoltre di ottenere dei vantaggi in termini di scalabilità nell’uso delle risorse e di sicurezza dell’ambiente e relativo supporto al solo costo del servizio.

Oggi parleremo di tutto questo, in particolare focalizzando l’attenzione sulla complessità delle soluzioni che oggi il mercato richiede. Soluzioni più complesse richiedono un approccio diverso rispetto al “vecchio monolitico”.

Lo sviluppo del processo produttivo deve essere pensato in piccoli moduli, unità di prodotto (dei piccoli monoliti se vuoi) che aiutano gli sviluppatori ad applicare le tecnologie più adeguate alle esigenze tecniche di quel modulo riducendo così i rischi ed i costi associati ed al contempo aumentando la flessibilità e la reattività e interattività del processo. Premessa necessaria è la capacita degli sviluppatori di dividere il processo in unità che siano collegate e che siano gestite da team con deleghe specifiche.

Ridurre la complessità del problema e dell’associata soluzione, è questo il tema che affronta e risolve la tecnologia dei microservizi. Per semplificare, se Azure è l’ambiente e l’hosting hardware/software dove sviluppare i microservizi in cloud, .NET Core ne è il runtime mentre Devops è invece la tecnologia che descrive il ciclo di sviluppo secondo la metodologia Agile.

Si comprende dunque perché il vantaggio principale di sviluppare secondo la tecnologia dei microservizi risieda nella semplicità di sviluppo e gestione di piccole unità a fronte di un progetto unico e complesso.

Chiaramente i microservizi non sono per tutti. Un esempio di grandi aziende che ricorrono a questa tecnologia sono Netflix e Facebook.

In Italia, per la mia esperienza, i settori che stanno ricorrendo con successo a questa tecnologia sono la domotica e l’automazione industriale. Quest’ultimo caso è molto interessante, perché riguarda imprenditori e manager abituati a produrre hardware. Ebbene, grazie anche alla politica industriale di Industria 4.0 ed ai relativi vantaggi fiscali, questo mondo tipicamente chiuso a tutto ciò che sia intangibile come il software si sta aprendo e sta mostrando ampie possibilità di evoluzione e di successo nello sviluppo di soluzioni custom basate su cloud e microservizi.

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