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Infrastructure as Code: conosciamo meglio Matteo Castellani

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Intervista Infrastructure as code

In occasione del webinar in diretta sul nostro canale YouTube di lunedì prossimo 8 novembre, abbiamo avuto il piacere di intervistare Matteo Castellani, relatore dell’evento, sugli argomenti riguardanti il tema Infrastructure as Code.

Ciao Matteo e piacere di conoscerti. In attesa di poter sentire il tuo intervento di lunedì su Infrastructure as Code, puoi parlarci un po’ di te e del tuo percorso professionale?

Ciao, io sono Matteo e teoricamente, dopo il liceo scientifico finito nel 98′, sarei dovuto diventare un fisioterapista…
Poi il mondo cambia e dopo aver trovato la mia nuova vocazione come libero professionista per l’assistenza B2C/B2B su computer, stampanti e modem a 56K (lo so, ho un’età) ho diretto la mia attenzione al mondo dei sistemi Linux ed al mondo dell’hosting.
Galeotto fu un corso da sistemista finanziato dalla EU, e da allora non ho più guardato indietro!!!
Professionalmente mi sono formato a Firenze con i colleghi di Register.it e da li poi ho proseguito il mio percorso a livello internazionale partecipando a progetti per start-up semi sconosciute cosi come per multinazionali come Rackspace, Discovery Channel e IONOS.

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Che tipo di lavoro fai a Ionos?

Sono un Cloud Solutions Architect, in pratica seguo le implementazioni dei clienti che richiedono il mio aiuto, indirizzandoli verso il corretto uso dei prodotti IONOS presenti nella nostra offerta Public Cloud ed il nostro Private Cloud.
Svolgo anche la funzione di training per i nostri rivenditori e partner che vogliono incrementare le loro capacità di fare DevOps e Ci/Cd sulla nostra piattaforma.

 

Perché questo talk e perché IaC è importante oggigiorno?

Principalmente perché muoversi verso il cloud rappresenta una svolta nella vita IT di tutte le aziende, ed essere in grado di gestire la complessità delle risorse e degli oggetti diventa essenziale per:


– non ‘perdere’ le risorse;
– Non avere brutte sorprese in bolletta;
– essere capaci di mappare una infrastruttura che non è fatta di cavi e scatole di metallo ma di server logici.

 

Perché ad oggi un’azienda dovrebbe spendere per implementare IaC?

Lo vedremo nella presentazione, ma IaC rappresenta la porta per entrare nel mondo delle builds automatiche, dei deploy-on-push, e dei disaster recovery che sia possibile testare in minuti o ore, non settimane o mesi.

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